In viaggio fra i sogni di Sara Laudicina

Autore Sara Laudicina
Titolo Un’autrice in cerca di personaggi
Editore Maremmi Editori Firenze
Genere Narrativa
Pagine 120
Pagina Facebook del libro

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Sono lieto di averti qui a Scrivo Perché Sara. Benvenuta!

Felice di essere “dei vostri”! Anche perché è la mia prima intervista, quindi vi ringrazio ancora dell’opportunità che date a me e a molti altri scrittori emergenti.

Parliamo di Un’autrice in cerca di personaggi. È impossibile non notare il richiamo ai personaggi di Pirandello, anche se in quel caso erano loro alla ricerca di un autore. Parte dell’ispirazione deriva dalla lettura di quel testo?

La storia del titolo in effetti è un po’ buffa. All’epoca della scelta non conoscevo Pirandello, se non molto superficialmente, per “sentito dire”; scelsi il titolo poche ore prima di spedire il plico alla casa editrice, pensando che fosse simpatico “ribaltare” il titolo pirandelliano. Ma ora che conosco meglio Pirandello, devo dire che mi piace veramente molto, è un autore che mi fa molto riflettere e che potrebbe anche ispirare qualcosa in futuro. Quindi, potremmo dire, ho avuto una sorta di sesto senso!

Nel tuo libro la protagonista principale è Anna, una ragazza con la passione per la scrittura che sta vivendo il cosiddetto blocco dello scrittore. A risolverlo arriverà un sogno. Anche quando il blocco colpisce te sono i sogni che ti aiutano a superarlo?

Sì, spesso i sogni mi hanno dato una mano; più che altro, in sogno mi sono a volte arrivate immagini, soprattutto immagini di città, particolarmente belle! In generale comunque ho spesso l’impressione che le idee – chiamiamole ispirazioni – provengano da qualche angolo un po’ nascosto della mia mente, e lì decantino, formandosi e riformandosi, fino ad arrivare alla coscienza che sono già abbastanza definite. E l’apparizione dell’idea può arrivare al mattino appena svegliata, ma anche dopo una doccia o una nuotata in piscina… spesso le idee migliori arrivano quando cammino: camminare mi attiva il cervello, credo!

E proprio in un momento in cui il tuo cervello era attivo hai scritto di Anna che, nel suo sogno, incontra Leròn, che le permette di vivere numerose avventure fantastiche, che poi in realtà sono quasi dei piccoli racconti che nel loro insieme costituiscono l’intero romanzo. C’è qualcuno di questi racconti a cui sei particolarmente legata?

Ognuno di questi racconti ha una sua storia, anche perché sono stati scritti in un arco di tempo abbastanza ampio. Ma se dovessi sceglierne uno, credo che sceglierei l’ultimo – quel lungo racconto un po’ greco pieno di divinità – e per vari motivi. Prima di tutto perché in quel racconto sono – dopo svariati tentativi – riuscita a mettere un po’ di sapore classicheggiante, o meglio scrivendolo ho sentito lo stesso sapore che sento leggendo certi brani di letteratura latina, penso ad esempio ad alcuni passi molto belli di Virgilio. In secondo luogo, e di conseguenza, è tra tutti il racconto che preferisco, quello che mi sembra riuscito meglio. E poi, motivazione non secondaria, è finora il racconto che ha raccolto i pareri più favorevoli, sia da parte di chi l’ha letto prima della pubblicazione, che dopo!

Quanto tempo hai impiegato per scrivere tutti i racconti e riuscire ad amalgamarli al meglio?

Come accennavo prima, i racconti sono stati scritti in tempi molto diversi: basti pensare che uno di questi risale a parecchi anni fa, lo scrissi mentre andavo ancora alla scuola elementare! Per quanto riguarda invece la scrittura della cornice, ossia la storia di Anna, e soprattutto il lavoro di “fusione” tra tanti racconti anche diversi, ho impiegato più o meno due settimane. Di solito i miei tempi sono ben altri, ma in quel periodo avevo quasi una smania di scrivere, portare a termine questo “esperimento” ed inviarlo alla casa editrice. Ricordo che scrivevo per parecchie ore ogni sera: questo, tra parentesi, mi ha anche fatto capire che se in certi periodi scrivo poco, non è per reale mancanza di tempo, ma semplice pigrizia!

E alla fine sei riuscita a trovare l’editore che tanto cercavi e a pubblicare la tua opera. Puoi esserne fiera! A chi consiglieresti il tuo romanzo?

Ecco, questa è una domanda difficile! A chi consiglierei il mio romanzo… sicuramente a tutti quelli a cui piace perdersi in un altro mondo, vagare con la fantasia, e a tutti quelli che pensano che dentro di noi – ma, perché no, anche fuori – ci sia molto di più di quanto si coglie ad un primo sguardo.

Da quanto tempo scrivi? E come hai scoperto questa passione?

Scrivo da quando avevo 9, 10 anni. Questa passione l’ho scoperta, forse come tutte le cose importanti, per caso. Mi ricordo che a scuola la maestra di italiano ci diede da fare un tema d’avventura, un’avventura per mare. Prima d’allora i temi non erano mai stati la mia “attività scolastica” preferita, ma quel giorno passai un paio d’ore a scrivere senza alzare gli occhi dal foglio, producendo una storiella che probabilmente è tuttora una delle cose migliori che io abbia mai scritto. Peccato non averne conservata una copia! Non so proprio dire cosa sia scattato, perché tutto fu molto naturale. Per inciso, quella maestra è la signora Adriana Pinto alla quale ho dedicato il romanzo!

Spesso è proprio grazie a insegnanti in gamba se riusciamo a scoprire presto le nostre passioni! E a te la letteratura deve piacere molto, dato che il romanzo che ci hai presentato è ricco di piccoli ma significativi riferimenti ad alcuni grandi classici della letteratura. Quali sono gli autori che più ti hanno lasciato un segno?

Potremmo stare qui per un paio d’ore a parlarne! Ma cercherò di essere sintetica. A parte i già citati autori latini, sicuramente un posto d’onore lo merita Dante, che non è Sommo per caso! I passi della Commedia li cito non solo quando scrivo, anche quando parlo! Nel romanzo compare anche Ariosto; dell’Orlando Furioso mi è piaciuto in modo particolare l’intrico di eventi, spesso dettati dal caso, per cui un cavaliere cercando il cavallo trova la donzella, e proprio quando si mette ad inseguire la donzella ritrova il cavallo… e via così, il tutto in questo bosco, anch’esso intricato, che credo abbia influenzato non poco l’ambientazione del mio romanzo. E questo solo per citare autori “studiati”; per quanto riguarda quelli letti “per passione”, sono una grande fan del genere fantasy, ed in particolare nel romanzo c’è anche un riferimento esplicito all’autrice italiana Licia Troisi. E forse cercando si potrebbero trovare altri autori che mi hanno ispirato, magari anche inconsciamente: non butto via niente di quello che leggo, anche se non mi piace!

Credi che scriverai per il resto della tua vita?

Che dire? Lo spero! O meglio: sono sicura che scriverò, perché non posso farne a meno. So che è difficilissimo, quasi impossibile, vivere solo di scrittura, ma ad ogni modo spero di pubblicare in futuro, e di diventare a tutti gli effetti una scrittrice!

Bene, il tempo è volato e l’intervista si avvia alla sua conclusione. In bocca al lupo e grazie infinite per aver condiviso con noi parte del tuo sogno!

Crepi il lupo (ma povero lupo, in fondo)! Grazie a voi, di nuovo, per avermi concesso questo piccolo spazio!

Naturalmente, essendo su un blog intitolato Scrivo Perché, non può mancare l’ultima domanda: Perché scrivi?

Scrivo perché non posso farne a meno. Molto semplicemente. Perché scrivere è per me una funzione biologica, come mangiare e dormire.

[intervista a cura di Antonio Schiena]

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2 thoughts on “In viaggio fra i sogni di Sara Laudicina

  1. mauro ha detto:

    Molti all’ultima domanda rispondono sempre in questo modo romantico e così fasullo.
    Perché scrivi?
    Visto che l’intervista si sta concludendo e quindi non ho tempo di farmi un “giretto” nel mio lato oscuro, più viserale e decisamente autentico, ti rispondo così: “Scrivo perché vorrei il più possibile non poterne fare a meno.”

    • Sara Laudicina ha detto:

      Forse per altri la risposta è fasulla, ma ti assicuro che per me è assolutament vera!
      … ecco, forse manca una seconda motivazione: per il piacere che ricavo dal far leggere ad altri ciò che scrivo. Ma ciò non toglie che ciò che ho detto sia, per me, assolutamente reale.
      (ma poi quale dovrebbe essere questo lato oscuro?)

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